Come migliorare il Bounce Rate del tuo sito web

Bounce Rate

In questa guida ti spiegherò innanzitutto che cos’è il Bounce Rate e come potrai migliorarlo al fine di ottenere una maggiore permanenza sul tuo sito web.

Che cos’è il Bounce Rate

Il termine Bounce Rate sta per “Frequenza di Rimbalzo”, ovvero la percentuale di visitatori che una volta atterrati su una pagina del tuo sito web l’abbandonano in breve tempo di tempo. Questo valore è spesso misurato da Google Analytics ed espresso in percentuale.
Assicurati sempre d’integrare Google Analytics al tuo sito web per analizzare costantemente le varie statistiche ed ottimizzare la piattaforma.

Puoi controllare questo valore recandoti nell’Area: “Comportamento > Panoramica” del pannello Analytics.

Possiamo quindi interpretare la frequenza di rimbalzo come la percentuale di utenti che entrano sul nostro sito e non essendo interessati al contenuto, cambiano subito pagina.

Perché il mio Bounce Rate è anomalo?

Durante le mie consulenze sento molti clienti lamentarsi di questa percentuale eccessivamente elevata:

Perché il mio Bounce Rate è sopra l’80%? Cosa devo fare per risolvere questo problema?

Tralasciando eventuali leggende metropolitane dobbiamo innanzitutto capire che tipo di sito stiamo gestendo. Il valore in oggetto non deve avere una forte priorità nello sviluppo.

Un Bounce Rate è da considerarsi ottimo se inferiore al 50%. Ma spesso questo non è possibile.

Anche un blog ben strutturato pecca spesso.

Non è assolutamente colpa tua e questo non vuol dire che ai visitatori non interessano i tuoi contenuti. Un valore superiore alla norma è dovuto al fatto che prevalendo contenuti testuali, il visitatore interessato ad una determinata informazione, estrapola velocemente quest’ultima per poi cambiare velocemente pagina.

Ecco come diminuire il Bounce Rate

Considerando le informazioni contenute nelle righe precedenti, puoi sfruttare alcuni accorgimenti per cercare di abbassare la Frequenza di Rimbalzo del tuo sito web:

Velocizzare il sito web

Sembrerà l’ennesimo consiglio inutile letto e riletto, ma fidati, io ho diminuito il mio bounce rate del 7% diminuendo la velocità media di caricamento delle mie pagine di soli 1,3 secondi. Questo mi ha permesso anche di scalare i primi risultati Google.
Sapevi che un utente attende il caricamento per un massimo di 3 secondi prima di cambiare sito? Superato questo lasso di tempo annullerà la navigazione, ritornerà sui risultati di ricerca ed inconsciamente schiverà il sito in oggetto (salvo casi eccezionali) perché verrà ritenuto troppo lento. Un ulteriore visita potrebbe rallentare il suo percorso verso un determinato obiettivo di ricerca.

Per analizzare gratuitamente la velocità del tuo sito web affidati a Pingdom. Quest’utile strumento ti genererà un report dettagliato sulle performances, contenente non solo i tempi, ma prenderà in considerazione tutti i singoli contenuti (immagini, codice html, codici javascript) e ti permetterà di intervenire prima che sia troppo tardi.

Intrattenere i visitatori per migliorare il Bounce Rate

Perché i blogger di successo non arrivano subito al dunque? Per quale motivo io stesso non ti ho elencato subito le accortezze per ridurre il tuo Bounce Rate? È semplice, per intrattenerti. Un visitatore che entra in una determinata pagina e cattura subito l’informazione desiderata lascerà subito il sito, senza soffermarsi ulteriormente, questo perché sarà impegnato in altro.

Per migliorare la frequenza di rimbalzo del tuo sito web è bene intrattenere i visitatori con contenuti visivi e con brevi introduzioni testuali. Attenzione però a non esagerare troppo. Rischieresti una penalizzazione da parte dei motori di ricerca e potresti anche perdere un visitatore inutilmente.

Ingegnati con ulteriori tecniche per non abbandonare subito i visitatori, sfruttando anche gli Exit Popup.

Conclusione

Sono sicuro che con i miei consigli riuscirai a ridurre drasticamente la frequenza di rimbalzo del tuo sito web. Cerca di collaudare le diverse possibilità con dei Test A/B, analizzando tutti i vari fattori: dalla velocità di caricamento delle pagine ai singoli contenuti.

Ti invio a leggere tutti gli altri miei articoli per migliorare l’aspetto SEO del tuo business online.

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